Cristiano Ronaldo, come si entra nella storia

La rovesciata di Cristiano Ronaldo allo stadium contro la Juventus è soltanto una cartolina di tutto quello che il portoghese è diventato. E’ solo l’involucro stupendo e stupefacente rispetto al contenuto ed alla sostanza che ha portato CR7 ad essere il giocatore, il professionista che è oggi.

Si sento molto spesso parlare di capacità di essere decisivi nei momenti importanti, di risultare decisivi nelle partite che contano, contro squadre blasonate. Difficile dire negli ultimi anni quando Cristiano Ronaldo non lo sia stato (se fai 445 reti in 430 partite con il Real Madrid ecco, è complicato non essere sempre decisivi…) però possiamo dire che la sua capacità di essere chirurgicamente decisivo è impressionante e, forse, su questo è assolutamente ineguagliabile.

Dopo la straordinaria prestazione contro la Juventus in Champions, Cristiano Ronaldo ha adesso le carte in regola per scrivere un capitolo importante della propria carriera e può realmente entrare nell’Olimpo dorato del calcio, dal quale sarà comprensibilmente difficile “scansarlo” oppure oscurarlo. Ma come si possono raggiungere simili traguardi?

Ovviamente, premettiamo, siamo di fronte ad un fenomeno assoluto con qualità assolute. Detto questo però è nostra volontà soffermarci su come Cristiano Ronaldo sia arrivato ad un certo tipo di maturità calcistica, non data dalla sua età di 33 anni. La primissima cosa, CR7 gioca a pallone come se avesse q8 anni, con lo stesso tipo di gioia nello scorrazzare in campo. Se siete obiettivi, è ben visibile come si diverta ogni volta scende in campo.

L’altra cosa che è fondamentale sottolineare è come il portoghese abbia sempre e comunque ricercato ossessivamente di migliorarsi, di capire come raggiungere un livello più altro, come Cristiano Ronaldo abbia cercato di capire meglio il calcio e di non rimanere solo ed esclusivamente un fenomeno, cosa della quale è facile innamorarsi. Lasciando poi agli altri i trofei.

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No Cristiano Ronaldo non è mai stato così. Se ben vi ricordate, c’è stato un passaggio della sua carriera dove segnava a grappoli, ma vinceva il Barcellona, dove si era il migliore, ma non lo era in assoluto. Ed a lui è sempre piaciuto vincere.

Facciamo qualche passo indietro. Cristiano si è evoluto più volte nella sua carriera, in primis quando dallo Sporting è passato allo United, da esterno di centrocampo “funambolico” è diventato ala di attacco / seconda punta, è diventato giocatore vero. Poi è passato al Real e lì ha fatto il primo grande cambiamento (in realtà che stava facendo ultimamente anche allo United) è diventato un realizzatore.

L’avvento del Barcellona dominatore però ha spinto CR7 ancora più su. E da vero leader lui non ha lavorato da solo, quando ha capito che le sole proprie qualità non sarebbero bastate ad interrompere un dominio di squadra, Cristiano Ronaldo ha cambiato modo di giocare, complice l’avanzamnto degli anni, trasformandosi in centravanti e plasmando il Real Madrid, da squadra fisica ed arrembante, con tanta qualità ma poco equilibrio, a squadra che sfianca gli avversari e li irride calcisticamente con il palleggio. 

Questo ha portato CR7 ad essere bomber e trascinatore, ed il Real Madrid ad essere una squadra devastante e letale nelle partite decisive, complice grande fiducia nei propri mezzi e la consapevolezza della propria identità.

La domanda adesso è banale, dove può arrivare Cristiano Ronaldo?

Un piccola "chicca", la riproduzione del match in formato "lego"