Nike Mercurial Superfly Elitè | Test in campo

Il test più atteso e che anche ci stimolava maggiormente era di certo quello che riguardava le Nike Mercurial Superfly Elitè. Da qualche mese le vediamo in campo, abbiamo voluto analizzare a fondo anche per potervi dare un feedback il più possibile attendibile.

La versione analizzata è le Mercurial Superfly Elitè, tradotto la scarpa top di gamma alta. Ma attenzione, rispetto a tutte le uscite precedenti, il vantaggio di questa analisi è che potrete prendere spunto in ogni suo aspetto anche per le Vapor Elitè, la versione “bassa”, in quanto le caratteristiche sono assolutamente identiche. Chiarito questo aspetto, vediamole nel dettaglio.

Calzata

E’ probabilmente la cosa che più di ogni altra cambia e si modifica in maniera importante rispetto al passato. Infatti la Mercurial Superfly Elitè non è più così stretta, non calza più in maniera così “costrittiva”, ma molto più permissiva. Questo si aggiunge al fatto che di certo avrete bisogno di almeno mezza misura in meno rispetto a quella utilizzata fino ad oggi, Per cui se avevate indossato (ad esempio) un 43 delle precedenti versioni, il consiglio è di optare per un 42,5. Su questo abbiamo pochissimi dubbi.

Prime Impressioni

Come già anticipato, l’idea non è proprio quella delle Mercurial indossate fino ad oggi. Un bene o un male? Alla fine pensiamo non sia ne un pregio ne un difetto, di certo dovrete ritrovare il vostro “setup ideale” prima di tornare ad emulare Neymar Jr…

Di base la scarpa è molto comoda, la sensazione di avere la suola divisa in due parti ben distinte si sente e per qualcuno potrebbe risultare un fastidio, per altri un opportunità. Noi l’abbiamo trovata una cosa interessante, alla quale serve sicuramente adattarsi. Apprezzata la comodità e la facilità di “inserimento” del calzino, sulla versione Vapor non avrete questa difficoltà in ogni caso.

In Campo

Alla fine poi tutto si riduce al campo ed a quello che la Mercurial Superfly Elitè dimostra di dare a chi la indossa. La qualifiche abbiamo apprezzato più di ogni altra è la facilità di feeling con la palla dopo pochissimi istanti, non ci metterete molto a prendere confidenza con la palla con questi gioielli ai piedi. 

Un po’ meno ci è piaciuto il feeling puro con il piede e l’abituarsi a questa nuova calzata, che decisamente ha bisogno di almeno 2-3 utilizzi. Una volta fatta amicizia però, non avrete più problemi. Occhio ai campi molto duri (o sintetici di vecchia generazione) sentirete molto i tacchetti sotto la pianta del piede.

Considerazioni Finali

Mercurial è sempre Mercurial, poco da dire. Il fascino della scarpa è inimitabile. Ottima risposta la calzata ed il comfort, migliorati picche altro perché diventa uno scarpino più adatto a tutte le piante e le tipologie di calzate. Sicuramente la bellezza della scarpa da nuova, si perde velocemente con l’usura in campo, la suola e la tomaia invecchiano velocemente, sottolineano che le qualità della scarpa non cambiano.

Consigliatissime per chi vuole una scarpa leggera, fin da subito utilizzabile senza troppe “cure” e soprattuto che ama un gioco rapido e fatto di scatti e dribbling. Questo perché è proprio un prodotto predisposto per chi gioca in punta di piedi ed è molto rapido, se poi siete un bomber di peso e volete unirvi alla famiglia Mercurial, sarà più facile con queste nuove Nike Mercurial Superlfy Elitè.