Indossare batteri è l’avanguardia per Puma e MIT Design?

Solette che misurano le prestazioni atletiche usando i batteri e sneakers che “respirano” sono tra i più recenti articoli sperimentali di abbigliamento sportivo sviluppati da Puma e MIT Design Lab. L’Istituto di tecnologia del Massachusetts (in inglese: Massachusetts Institute of Technology, MIT) è una delle più importanti università di ricerca del mondo con sede a Cambridge, negli Stati Uniti. Per alcuni anni è stata anche la prima università al mondo e alcune facoltà lo sono ancora oggi. Non l’ultima arrivata quindi nel campo della ricerca. 

Il progetto ha debuttato durante una delle più grandi vetrine al mondo, la Milan design week. “L’Adaptive Dynamics: Biodesign” (così è chiamato il progetto) presenta quattro casi che testano come i batteri potrebbero essere utilizzati all’interno del design sportivo per migliorare le prestazioni e la sostenibilità. “Riteniamo che l’abbigliamento del futuro sia in grado di adattarsi in tempo reale alla biologia dell’utente e all’ambiente attivo”, ha affermato il direttore del MIT Design Lab, Yihyun Lim.

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Breathing Shoe

Le “Breathing Shoe” è una trainer che cambia in risposta alla biologia di chi le indossa. La tomaia è realizzata in materiale stampato per includere cavità riempite di batteri. Rispondendo al calore generato da chi le indossa, il batterio mangia via il materiale per creare uno schema unico di passaggi d’aria.

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Deep Learning Insoles

Sono stati inoltre mostrati le Deep Learning Insoles, solette da inserire all’interno della propria scarpa in grado di raccogliere informazioni biologiche su chi le indossa utilizzando batteri che rispondono alle sostanze chimiche nel sudore sia a breve che a lungo termine. I cambiamenti verrebbero rilevati da uno strato di circuiti elettronici e trasformati in dati trasmessi mediante microcontrollori. Questi dati potrebbero quindi essere utilizzati per misurare la fatica tra i fattori. In pochi sanno infatti che il corpo in caso di stress per esempio libera ormoni. Noi purtroppo non siamo in grado di sentirli, i batteri però sì. E anche il vostro fido se lo avete.

“Stiamo immaginando prodotti che possano adattarsi agli utenti e all’ambiente in tempo reale, senza che l’utente debba fare nulla, per ottimizzare i loro movimenti, il corpo e le loro prestazioni. I prodotti si comporteranno per conto dell’atleta, in tempo reale e senza sforzo.” Dice Lim

La presentazione dei prodotti avvenuta a Milano comprendeva anche la T-Shirt Carbon Eaters che ha la caratteristica di presentare un piccolo bottone rotondo contenente organismi che rispondono al carbonio nell’aria, cambiando colore per indicare la qualità dell’aria e la presenza di alti livelli di sostanze che potrebbero influire sulle prestazioni.

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Carbon Eaters t-shirt

Infine la ricerca ha anche guardato oltre ciò che è indossabile e ha prodotto materiali biologicamente programmabili che cambiano forma e struttura per diventare nuovi tipi di imballaggi vivi, biodegradabili e adattivi. Sarà possibile quindi limitare il più possibile lo spreco, ma soprattutto limitare tutti i rifiuti che entrerebbero nell’ambiente. 

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Adaptive Packaging